Chi siamo
Galleria di personaggi Comit
Salvatore Arcidiacono
Le sue liriche più belle - pagina 1
Torna alla pagina principale
 

TU SEI LONTANA
Tu sei lontana
ma qui sono rimaste
le tue impronte.
Come maglie di una rete
in cui mi impiglio.

SERA SUL MARE
Il vento porta colori
e il sole occiduo
stempra le tinte e i dorsi
del mare.
La linea della vita
passa da una sponda all'altra
e il mare si abbandona al pianto

PARATIE DI SILENZI
Odo il murmure del mare
irato alla nequizia umana.
Qui il mio affanno
è rosa dei venti
gelo di steppa
buio in cui si affossa
l'anima che cerca.
E invano cerca.
Chè da ogni punto cardinale
si ergono paratie di silenzi.

ROTTAME
Quando l'onda che mi investì
infranse la mia chiglia
e mi restituì relitto,
qualcuno disse che
potevo ancora
servire da rottame.

MORTE DEL PESCE SPADA
Chiesero forza ai vogatori
dissero all'intinnere: attento!
al traffinere: è tuo!
Scoccò la fiocina
e un urlo salutò
il fiotto del tuo sangue.
Non ti servì la spada
e fu vano scartare
sui fondali.
Alla tua forza residua
dettero caloma.
« A bordo » gridò il capobarca.
Sull'ultima tua scia pianse il mare la
tua sorte. Eri venuto per amore e
pastura ma la fame dell'uomo ti
condusse a morte

L'INGOMBRO
Amici e fratelli cari
(piano, faccio per dire)
cessate di essere erinni
non vi rodete ma aspettate
so tutto, so tutto
e vi comprendo
ma per ora non mi arrendo.
So di essere un ingombro
ho alzato bandiera gialla
e sto in quarantena;
so di essere sgradita presenza
ho alzato bandiera rossa
e del rischio vi avverto.
Ma se agognate vedere
a riva della mia esistenza
un drappo bianco
una bandiera di resa
dovete aver pazienza.
Alla morchia non mi arrendo.
Certo capitolerò un giorno
chè la mia vita è mortale.
Ma non sarete voi ad espugnarmi
voi che non temo e che pietà destate
ma la quiete fatale
che a me verrà qual dono
di eternità spirituale
 
IL SORRISO DELL'ONDA
Non ambisco traguardi la mia
mèta è la fede il mio sguardo è
rivolto non a uomini e cose ma
alla loro essenza, alla
profondità dell'esistere. Il mio
volto è assorto il mio pensiero
gabbiano che vaga la mia
mente un volano. Spesso,
guardandomi attorno,
mi abbandono al pianto.
E tuttavia mi basta il sorriso
dell'onda per arrestare le mie
lacrime.

MI DIRAN CHI SONO
Lustri e lustri di lavoro
stampi libri di versi
elzeviri di critica
la mie storia trattata
da un Dizionario titolato.
Resto uno sconosciuto.
Ma il buon Manzoni mi sorride:
"Gli uomini e gli anni mi diran chi sono".

LA CONOSCENZA
Mobile duna è la conoscenza
una ferita di malintesi.
Funesto cadere di sella
con la gamba impigliata nella staffa.
Ci resta solo
il tonfo del volatile
e il non saper più nulla.

DA GABBIANO
Aiutami, dammi forza
per armare la mia barca
voglio fuggire questi porti
dove non c'è salvezza
le patenti sono sporche
e l'esantema corrode le coscienze.
Dammi un abbrivo... Aiutami a
trovare nel mare il candore del
gabbiano e accoglimi da gabbiano.

MONTAGNE E NUVOLE
Contemplo queste antiche montagne
ma non chiedere la loro età
né cercare di rubarne il mistero.
Resteranno.
Noi andiamo di fretta come
quelle nuvole laggiù.

LA PORTA CHIUSA
Non fu il tempo
a imbiancare i miei capelli
scavando fenditure sul mio volto.
Fu una porta
Che si chiuse alle mie spalle.

SCERPATO COME ALBERO MARCIO
Cantavo vivo nella mia querencia ma mi hanno
sradicato come marciume. E ora sono un
morto che chiede oblio.

FUORI MERCATO
Se amore è disonore
sono disonorato
se l'onestà è peccato
sono peccatore
se dispiacere è dire il vero
dispiaccio il mondo intero
se affermarsi è vendersi
io non son quotato:
non cercate il mio prezzo
chè son fuori mercato